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"Anime Salve"
può essere considerato il testamento musicale definitivo
di Fabrizio anche se si deve ricordare il contributo di Ivano
Fossati alla musica e ai testi più per il concepimento
dell'album che all'effettiva realizzazione perché in
studio risultò determinante la presenza di Piero Milesi.
L'album è di eccezionale intensità
e i brani sono sia per il contenuto che per la qualità
musicale tra i più belli di quelli incisi da Fabrizio.
Il disco si apre con un brano che su ritmi
bahiani (una fusione di jazz, pop e bossanova ) ci porta dentro
l'anima di "Princesa", un transessuale brasiliano
che vive a Milano con i rischi di una vita vissuta sempre
al limite.
"Khorakhanè" risente delle
influenze musicali provenienti dall'est europeo con un epico
finale cantato in lingua rom dalla toccante voce di Dori Ghezzi
(Da segnalare che sul cd "Fabrizio De Andrè in
teatro" questa parte è stata cantata da Luvi De
Andrè).
In "Anime salve" si riconosce l'impronta
"fossatiana" del pezzo anche se la voce di Fabrizio
raggiunge dei livelli di ecellenza assoluta.
"Dolcenera" è una ballata
allegra e melanconica allo stesso tempo che parla di un tradimento
amoroso durante il quale si scatena una tremenda ondata di
piena.
"Le acciughe fanno il pallone" e
"A cumba" sono entrambi brani che avrebbero potuto
essere tratti da "Creuza de mà", risentono
infatti dell'ambientazione ligure anche se le tematiche dal
particolare si trasformano in universale.
"Disamistade" è uno dei miei
pezzi favoriti ,la musica del brano ha un andamento dolente
riflettendosi nel contenuto del testo che parla dello scontro
tra due famiglie.
"Ho visto Nina volare" è un
brano legato alla memoria giovanile e contadina di Fabrizio
,anche se l'ispirazione originaria del brano come ha raccontato
Fossati viene da una vecchia contadina lucana che separava
il miele dalla cera masticando.
"Smisurata preghiera" è l'elegia
finale dell'album da cui si evince la tematica fondante di
tutta l'opera : la difesa e la dignità delle minoranze
in questo nostro mondo opulento e brutale che tende a omologare
tutto e tutti.
Il brano è ispirato alla "Saga
di Maqroll-Il gabbiere" di Alvaro Mutis un marinaio che
continua il suo viaggio errando senza arrivare mai alla meta
prefissata ma il suo andare è solo un pretesto per
capire le cose importanti della vita il senso dell'avventura
,gli affetti .
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