anime salve 01 - Princesa

02 - Khorakhanè (a forza di esser vento)

03 - Anime Salve

04 - Dolcenera

05 - Le acciughe fanno il pallone

06 - Disamistade

07 - A cumba

08 - Ho visto Nina volare

09 - Smisurata Preghiera

   

"Anime Salve" può essere considerato il testamento musicale definitivo di Fabrizio anche se si deve ricordare il contributo di Ivano Fossati alla musica e ai testi più per il concepimento dell'album che all'effettiva realizzazione perché in studio risultò determinante la presenza di Piero Milesi.

L'album è di eccezionale intensità e i brani sono sia per il contenuto che per la qualità musicale tra i più belli di quelli incisi da Fabrizio.

Il disco si apre con un brano che su ritmi bahiani (una fusione di jazz, pop e bossanova ) ci porta dentro l'anima di "Princesa", un transessuale brasiliano che vive a Milano con i rischi di una vita vissuta sempre al limite.

"Khorakhanè" risente delle influenze musicali provenienti dall'est europeo con un epico finale cantato in lingua rom dalla toccante voce di Dori Ghezzi (Da segnalare che sul cd "Fabrizio De Andrè in teatro" questa parte è stata cantata da Luvi De Andrè).

In "Anime salve" si riconosce l'impronta "fossatiana" del pezzo anche se la voce di Fabrizio raggiunge dei livelli di ecellenza assoluta.

"Dolcenera" è una ballata allegra e melanconica allo stesso tempo che parla di un tradimento amoroso durante il quale si scatena una tremenda ondata di piena.

"Le acciughe fanno il pallone" e "A cumba" sono entrambi brani che avrebbero potuto essere tratti da "Creuza de mà", risentono infatti dell'ambientazione ligure anche se le tematiche dal particolare si trasformano in universale.

"Disamistade" è uno dei miei pezzi favoriti ,la musica del brano ha un andamento dolente riflettendosi nel contenuto del testo che parla dello scontro tra due famiglie.

"Ho visto Nina volare" è un brano legato alla memoria giovanile e contadina di Fabrizio ,anche se l'ispirazione originaria del brano come ha raccontato Fossati viene da una vecchia contadina lucana che separava il miele dalla cera masticando.

"Smisurata preghiera" è l'elegia finale dell'album da cui si evince la tematica fondante di tutta l'opera : la difesa e la dignità delle minoranze in questo nostro mondo opulento e brutale che tende a omologare tutto e tutti.

Il brano è ispirato alla "Saga di Maqroll-Il gabbiere" di Alvaro Mutis un marinaio che continua il suo viaggio errando senza arrivare mai alla meta prefissata ma il suo andare è solo un pretesto per capire le cose importanti della vita il senso dell'avventura ,gli affetti .