creuza de ma 01 - Creuza de mä

02 - Jamin-a

03 - Sidun

04 - Sinan capudàn pascià

05 - 'A pittima

06 - A dumenega

07 - Da a me riva

   
Questo album, senza alcuna enfasi, ha rappresentato la chiave di volta dell'intero panorama musicale italiano.

Il disco è cantato tutto in dialetto genovese e la musica è quasi interamente suonata con strumenti "etnici"; una scommessa controcorrente e decisamente contro ogni regola di mercato.

Per le musiche Fabrizio si è fatto accompagnare da Mauro Pagani, ex PFM, grande cultore di musica e strumenti provenienti da mondi minori e dimenticati, e in questo caso i nostri due artisti hanno soprattutto fatto riferimento a sonorità del bacino mediterraneo, dato che l'idea di fondo del disco è il viaggio, che nel caso di un genovese come Fabrizio non poteva non legarsi al concetto di mare e di navigazione.

L'album si apre con "Creuza de mà", brano che apre l'intero disco che descrive non solo verbalmente ma anche musicalmente (per es. le voci del mercato) personaggi e ambienti legati al mondo ligure sia marinaro che dell'entroterra.

"Jamin-a" è un ritratto a tutto tondo di una prostituta di origine araba che ogni marinaio vorrebbe incontrate in ogni porto.

Il terzo brano è "Sidun" un canto straziante di un padre che ha visto la cosa più atroce che può capitare ad un genitore: la morte violenta di suo figlio.

"Sinan Capudan Pascià" è la storia di un marinaio genovese del XV secolo che salvando la vita di un sultano arabo fu nominato "gran vizir", rigettando l'accusa di "rinnegato" per essersi convertito all'islam perché in fondo cosa ha fatto di male ha soltanto vissuto "bestemmiando Maometto al posto del Signore".

"A pittima" era l'esattore che veniva mandato dai privati cittadini a esigere i debiti nella Genova dei tempi andati.

"A dumenega" ricorda la passeggiata delle prostitute che venivano portate a spasso dalla "madama" con tutti i lazzi e le ironie anche da parte di coloro che non si peritano di sapere da dove vengano certi finanziamenti…

"D'a me riva" è decisamente un pezzo autobiografico visto che probabilmente nella stesura del disco Fabrizio trovandosi in Sardegna si trovava dalla sua riva dirimpetto alla altra "sua riva" cioè la Liguria in generale e Genova in particolare.

Voglio ricordare inoltre che il disco è risultato disco del decennio 1980-89 dal referendum indetto dalla rivista "Musica e Dischi" e premiato anche per la bellissima copertina.