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Questo album, senza alcuna enfasi, ha rappresentato la chiave
di volta dell'intero panorama musicale italiano.
Il
disco è cantato tutto in dialetto genovese e la musica
è quasi interamente suonata con strumenti "etnici";
una scommessa controcorrente e decisamente contro ogni regola
di mercato.
Per le musiche Fabrizio si è fatto accompagnare
da Mauro Pagani, ex PFM, grande cultore di musica e strumenti
provenienti da mondi minori e dimenticati, e in questo caso
i nostri due artisti hanno soprattutto fatto riferimento a
sonorità del bacino mediterraneo, dato che l'idea di
fondo del disco è il viaggio, che nel caso di un genovese
come Fabrizio non poteva non legarsi al concetto di mare e
di navigazione.
L'album si apre con "Creuza de mà",
brano che apre l'intero disco che descrive non solo verbalmente
ma anche musicalmente (per es. le voci del mercato) personaggi
e ambienti legati al mondo ligure sia marinaro che dell'entroterra.
"Jamin-a" è un ritratto a
tutto tondo di una prostituta di origine araba che ogni marinaio
vorrebbe incontrate in ogni porto.
Il terzo brano è "Sidun" un
canto straziante di un padre che ha visto la cosa più
atroce che può capitare ad un genitore: la morte violenta
di suo figlio.
"Sinan Capudan Pascià" è
la storia di un marinaio genovese del XV secolo che salvando
la vita di un sultano arabo fu nominato "gran vizir",
rigettando l'accusa di "rinnegato" per essersi convertito
all'islam perché in fondo cosa ha fatto di male ha
soltanto vissuto "bestemmiando Maometto al posto del
Signore".
"A pittima" era l'esattore che veniva
mandato dai privati cittadini a esigere i debiti nella Genova
dei tempi andati.
"A dumenega" ricorda la passeggiata
delle prostitute che venivano portate a spasso dalla "madama"
con tutti i lazzi e le ironie anche da parte di coloro che
non si peritano di sapere da dove vengano certi finanziamenti…
"D'a me riva" è decisamente
un pezzo autobiografico visto che probabilmente nella stesura
del disco Fabrizio trovandosi in Sardegna si trovava dalla
sua riva dirimpetto alla altra "sua riva" cioè
la Liguria in generale e Genova in particolare.
Voglio ricordare inoltre che il disco è
risultato disco del decennio 1980-89 dal referendum indetto
dalla rivista "Musica e Dischi" e premiato anche
per la bellissima copertina.
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