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Rimini a posteriori può essere considerato un album
"di transizione"; ci sono infatti bellissimi brani
e altri meno ispirati, inoltre risente pesantemente del clima
politico degli anni 77-78 con le stragi brigatiste e il sequestro
"Moro".
E' difficile trovare un nesso che leghi i vari
brani anche se scovando tra le pieghe delle canzoni si può
notare forse la paura che le spinte ideologiche di quegli
anni abbiano solo indirizzato la società verso una
reazione conservatrice tout-cour compreso ovviamente anche
il più grande partito (e unico rappresentante) dell'opposizione
di quegli anni : il PCI…
Tralasciando le disquisizioni politiche che ci porterebbero
su altri argomenti torniamo al disco:
"Rimini" apre l'album, il pezzo parla
di una donna, Teresa affascinata più dai miti rivoluzionari
diffusi da certa sinistra che della sua "banale"
vita reale.
"Volta la carta" è una ballata
molto ritmata con un testo che potrebbe essere la sceneggiatura
di un film con i suoi repentini cambiamenti di scena, tutta
giocata sullo scorrere del tempo e della vita .
"Coda di lupo" viene ricordata soprattutto
per l'accusa nei confonti del sindacalismo di sinistra di
avere oramai "seppellito le asce…" a proposito
della visita di Lama allora segretario della CGIL (capelli
corti generale) all'università di Roma quando fu contestato
dagli studenti
(non fumammo con lui,non era venuto in pace…)
"Andrea" è un altro grande
inno contro la guerra sullo sfondo di una grande storia d'amore.
"Avventura a Durango" è la
traduzione di un brano di Dylan "Romance in Durango"
contenuto nel suo album "Desire".La traduzione è
molto simile all'originale anche se Fabrizio disse di aver
faticato molto per mettere le parole italiane più adatte
alla musica.
"Sally" è probabilmente un
brano autobiografico in cui Fabrizio parla della sua vita
giovanile in cui il desiderio di lasciare la madre (e quindi
i legami familiari) era molto forte ma forse non sarebbe ancora
stato il momento giusto.
"Zirichiltaggia"(Baddu tundu) è
una velocissima ballata in dialetto gallurese in cui
"Parlando del naufragio della London Valour" rispecchia
i procellosi tempi in cui si trovava il paese dove la violenza
si esprimeva anche da parte degli uomini più distanti
da essa (macellai,pasticcieri) e nammeno i poeti sapevano
indicare la giusta direzione da seguire.
"Folaghe"è un brano strumentale che chiude
l'album.
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