Fila la lana
(Fabrizio De André)


Nella guerra di Valois
il signor Divly è morto
se sia stato un prode eroe
non si sa non è ancor certo

ma la dama abbandonata
lamentando la sua morte
per mill'anni e forse ancora
piangerà la triste sorte

Fila la lana fila i tuoi giorni
illuditi ancora che lui ritorni
libro di dolci sogni d'amore
apri le pagine sul suo dolore

Son tornati a cento e a mille
i guerrieri di Valois
son tornati alle famiglie
ai palazzi alle città
ma la dama abbandonata
non ritroverà il suo amore
e il gran ceppo nel cammino
non varrà a scaldarle il cuore

Fila la lana fila i tuoi giorni
illuditi ancora che lui ritorni
libro di dolci sogni d'amore
apri le pagine al suo dolore

Cavalieri che in battaglia
ignorate la paura
stretta sia la vostra maglia
ben temprata l'armatura
al nemico che vi assalta
siate presti a dar risposta
perché dietro a quelle mura
vi s'attende senza sosta

Fila la lana fila i tuoi giorni
illuditi ancora che lui ritorni
libro di dolci sogni d'amore
chiudi le pagine sul suo dolore

 

File la laine
(Robert Marcy)


Dans la chanson de nos pères
Monsieur de Malbrough est mort
Si c'était un pauvre hère
On n'en dirait rien encore
Mais la Dame à sa fenêtre
Pleurant sur son triste sort,
Dans mille ans, deux mille peut-être
Se désolera encore.

File la laine, filent les jours,
Garde ma peine et mon amour,
Livre d'images des rêves lourds
Tourne la page à l'éternel retour

Hennins au ruban de soie,
Chanson bleue des troubadours,
Regret des festins de joie
Ou fleur du joli tambour,
Dans la grande cheminée
S'éteint le feu du bonheur
Car la dame, abandonnée,
Ne retrouvera son coeur.

File la laine, filent les jours,
Garde ma peine et mon amour,
Livre d'images des rêves lourds
Tourne la page à l'éternel retour

Croisés des grandes batailles,
Sachez vos lances manier,
Ajustez cottes de mailles,
Armures et boucliers ;
Si l'ennemi vous assaille,
Gardez-vous de trépasser
Car derrière vos murailles
On attend sans se lasser.

File la laine, filent les jours,
Garde ma peine et mon amour,
Livre d'images des rêves lourds
Tourne la page à l'éternel retour
 
         
         
  Riprende il tema musicale di una ballata popolare francese del XV secolo e fa così trasparire il versante colto e di ricerca che caratterizza la maggior parte della produzione di De André. Una strofa a ritmo [...] presenta prima il lato politico della vicenda della guerra di Valois; poi, su un accordo maggiore che suona quasi impertinente sull'impianto di LA minore, si contrappone il lato sentimentale della dama abbandonata. Il ritornello, in cullante andamento ternario, conduce alla commiserazione del triste destino della vedova, cui non resta, come ad una sventurata Penelope, che filare la lana nell'illusione del ritorno del suo uomo.
[Matteo Borsani - Luca Maciacchini, Anima salva]

Si noti che, nell'originale, al posto del "signor di Vly" c'è "Monsieur de Malbrough". Il nome del conte di Marlborough, che combatté effettivamente durante la guerra dei Cent'Anni, è noto in Francia per una canzone davvero popolare, "Malbrough s'en va-t-en guerre" ("Malbrough se ne va alla guerra") ed è stato quindi "riutilizzato" da Jacques Douai per la sua abilissima (e anche bella, certo) canzone.
E' probabile che De André si sia inventato di sana pianta il nome del signor Vly.