Morire per le idee
(Fabrizio De André)


Morire per delle idee,
l'idea è affascinante
per poco io morivo
senza averla mai avuta,
perché chi ce l'aveva,
una folla di gente,
gridando "Viva la morte"
proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto
e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori,
aderì alla loro fede
dicendomi peraltro
in separata sede
moriamo per delle idee,
va beh, ma di morte lenta,
va beh ma di morte lenta

Approfittando di non essere
fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo
bighellonando un poco,
perché forzando il passo succede
che si muore per delle idee
che non han più
corso il giorno dopo
Ora se c'è una cosa
amara, desolante
è quella di capire
all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra,
un altro il movimento
moriamo per delle idee,
va beh, ma di morte lenta
va beh ma di morte lenta

Gli apostoli di turno
che apprezzano il martirio
lo predicano spesso
per novant'anni almeno
Morire per delle idee
sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere,
non sanno farne a meno
E sotto ogni bandiera
li vediamo superare
il buon Matusalemme
nella longevità
per conto mio si dicono
in tutta intimità
moriamo per delle idee,
va beh, ma di morte lenta,
va beh, ma di morte lenta

A chi va poi cercando
verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre
moventi originali
e la scelta è imbarazzante
per le vittime novizie
morire per delle idee
è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già
i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro
il grande stendardo
pensa "Speriamo bene
che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee,
va beh, ma di morte lenta,
ma di morte lenta

E voi gli sputafuoco,
e voi i nuovi santi
crepate pure per primi
noi vi cediamo il passo
però per cortesia
lasciate vivere gli altri
la vita è grossomodo
il loro unico lusso
tanto più che la carogna
è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno
di reggerle la falce
basta con le garrote
in nome della pace
moriamo per delle idee,
va beh, ma di morte lenta,
va beh ma di morte lenta
 

Mourir pour des idée
(Georges Brassens)


Mourir pour des idées,
l'idée est excellente
Moi j'ai failli mourir
de ne l'avoir pas eu
car tous ceux qui l'avaient,
multitude accablante,
En hurlant à la mort
me sont tombés dessus
Ils ont su me convaincre
et ma muse insolente,
Abjurant ses erreurs,
se rallie à leur foi
Avec un soupçon
de réserve toutefois :
Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente

Jugeant qu'il n'y a pas
péril en la demeure,
Allons vers l'autre monde
en flânant en chemin
Car, à forcer l'allure,
il arrive qu'on meure
Pour des idées n'ayant
plus cours le lendemain
Or, s'il est une chose
amère, désolante,
En rendant l'âme à Dieu
c'est bien de constater
Qu'on a fait fausse route,
qu'on s'est trompé d'idée,
Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente

Les saint jean bouche d'or
qui prêchent le martyre,
Le plus souvent, d'ailleurs,
s'attardent ici-bas .
Mourir pour des idées,
c'est le cas de le dire,
C'est leur raison de vivre,
ils ne s'en privent pas .
Dans presque tous les camps
on en voit qui supplantent
Bientôt Mathusalem
dans la longévité
J'en conclus qu'ils doivent
se dire, en aparté :
"Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente

" Des idées réclamant
le fameux sacrifice,
Les sectes de tout poil
en offrent des séquelles,
Et la question se pose
aux victimes novices
Mourir pour des idées,
c'est bien beau mais lesquelles ?
Et comme toutes sont
entre elles ressemblantes,
Quand il les voit venir,
avec leur gros drapeau,
Le sage, en hésitant,
tourne autour du tombeau
Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente

Encor s'il suffisait
de quelques hécatombes
Pour qu'enfin tout changeât,
qu'enfin tout s'arrangeât !
Depuis tant de "grands soirs"
que tant de têtes tombent,
Au paradis sur terre
on y serait déjà
Mais l'âge d'or sans cesse
est remis aux calendes,
Les dieux ont toujours soif,
n'en ont jamais assez,
Et c'est la mort,
la mort toujours recommencé'

Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente

O vous, les boutefeux,
ô vous les bons apôtres,
Mourez donc les premiers,
nous vous cédons le pas
Mais de grâce, morbleu !
laissez vivre les autres !
La vie est à peu près
leur seul luxe ici bas ;
Car, enfin, la Camarde
est assez vigilante,
Elle n'a pas besoin
qu'on lui tienne la faux
Plus de danse macabre
autour des échafauds

Mourons pour des idées d'accord,
mais de mort lente,
D'accord, mais de mort lente
 
         
 
Anche per quanto riguarda Morire per delle idee, contenuta nell' album Canzoni del 1974 (Mourir pour des idées) si riscontra un' assoluta fedeltà nella traduzione di De André a parte il fatto che nell' originale di Brassens compare una strofa in più che il cantautore genovese ha preferito non tradurre:

Se bastasse qualche ecatombe perché alla fine tutto cambi,
tutto si sistemi dopo " grandi serate " e teste cadute
avremmo già il paradiso sulla terra
ma l'età d'oro sfugge incessantemente
Gli dei hanno sempre sete, non ne hanno mai abbastanza
ed è la morte, la morte che ricomincia sempre,
moriamo per delle idee, ma di morte lenta, ma di morte lenta

Si tratta di una canzone contro tutte le guerre e soprattutto quelle generate da falsi ideali o valori dettati da gente senza scrupoli, pronta a far partire gli altri a rischiare la vita ma non a mettere in gioco la propria. Risulta naturale comprendere perché De André, profondamente antimilitarista, sia stato attirato dal testo di questa canzone fino al punto di tradurla e di farne una canzone propria: ne condivideva il messaggio pacifista ed antiviolento che aveva già manifestato in canzoni come "Girotondo" e "la Guerra di piero" dove il soldato protagonista della canzone sceglieva di morire piuttosto che uccidere: "E se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire ma il tempo a me resterà per vedere vedere gli occhi di un uomo che muore".
In Morire per delle idee si sentono anche gli echi dell' opera di un altro grande chansonnier francese, Boris Vian, dichiaratamente pacifista che ne "Il disertore" invitava, inviandogli un a lettera, il Presidente della Repubblica a partire in guerra (la guerra in questione è quella d' Algeria) ed a mettere in gioco la propria vita . Si tratta di una canzone che Brassens scrisse in funzione antimilitarista per stigmatizzare ed enfatizzare l' inutilità di tutte le guerre, capaci solo di creare morte, distruzione e vantaggiose esclusivamente ai fabbricanti di armi ed agli interessi politici dei potenti.

Tuttavia il messaggio che Brassens voleva divulgare non venne facilmente carpito da tutti e contraddittoriamente il suo pezzo venne accusato di gettare un' ombra d' indifferenza e di dispregio nei confronti di tutti coloro i quali hanno perso la vita in guerra, combattendo fino in fondo per gli ideali nei quali credevano. In realtà il testo di Brassens vuole invitare gli uomini a riflettere lucidamente e razionalmente su come tutte le guerre, tutti i conflitti bellici che vedono uccidersi tra di loro migliaia di uomini, ogni volta per cause ed ideali diversi, sarebbero evitabili se soltanto si facesse tutto il possibile per cercare di trovare un accordo, una soluzione che scongiuri il ricorso alla violenza.
Si tratta sicuramente di una riflessione quasi utopica ma che vuole porre l' attenzione sull' insensatezza della guerra, sul fatto che spesso gli ideali che spingono migliaia di vite umane al sacrificio sono frutto delle manipolazioni da parte di "sputafuoco e nuovi santi" in grado di cambiare bandiera repentinamente e di predicare valori ed ideali che hanno perso il loro effimero significato il giorno dopo. Ed è così che quando una guerra termina, quando viene raggiunto l' armistizio, un' intesa tra le parti in lotta si riflette sul senso del prezzo di vite umane che quel conflitto ha comportato.
Tanto per citare un esempio, si pensi alla guerra del Vietnam, durante la quale decine di migliaia di giovani americani pieni di forza e di speranze nel futuro persero la vita e quelli che rifiutarono di partire e dare il loro apporto al conflitto vennero imprigionati insieme a tutti coloro i quali avevano tacciato di assurdità questa guerra.

Ebbene, a più di quarant'anni di distanza da quel tragico avvenimento, lo stesso governo americano ha riconosciuto che quel conflitto bellico rappresentò un tremendo errore ingiustificabile e chi, all' epoca, aveva gridato contro l' assurdità di quella guerra e lottato affinché si facesse di tutto per fermarla è stato giudicato positivamente ed apprezzato per la sua lucidità lungimirante con la quale si era reso conto dell' insensato massacro in atto; ma nulla potrà ridare giustizia e vita ai milioni di americani e vietnamiti morti durante il conflitto, a causa di idee sbagliate, di valori errati perseguiti al caro prezzo della vita.