Marco Tullio Giordana :

Questo non è un film sulla mafia […] È piuttosto un film sull’energia, sulla voglia di costruire, sull’immaginazione e la felicità di un gruppo di ragazzi che hanno osato guardare il cielo e sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo. È un film sul conflitto familiare, sull’amore e la disillusione, sulla vergogna di appartenere a uno stesso sangue. È un film su ciò che di buono i ragazzi del Sessantotto sono riusciti a fare, sulle loro utopie, sul loro coraggio.

SOGGETTO
Claudio Fava
Monica Zapelli
SCENEGGIATURA
Claudio Fava
Monica Zapelli
Marco Tullio Giordana
INTERPRETI
Luigi Lo Cascio (Peppino Impastato)
Luigi Maria Burruano (Luigi Impastato)
Lucia Sardo (Felicia Impastato)
Paolo Briguglia (Giovanni Impastato)
Tony Sperandeo (Tano Badalamenti)
Andrea Tidona (Stefano Venuti)
Claudio Gioè (Salvo Vitale)

 
I cento passi è uno dei film più forti della recente produzione italiana. Ha ricevuto il Leone d’Oro al Festival di Venezia per la migliore sceneggiatura e sta conoscendo nelle sale grandissima attenzione e risposta di pubblico. Il film è anche proiettato nelle scuole con successo. Gli autori hanno rimesso le mani sulla sceneggiatura trasformandola in un’opera che esalta l’emblematicità della vicenda narrata e la testimonianza civile che essa rappresenta.


Dopo vent'anni di silenzio pressoché totale di istituzioni e mezzi di informazione "ufficiali", il nome di Peppino Impastato, giovane militante di Democrazia Proletaria ucciso a Cinisi nella notte tra l'8 e il 9 maggio1978 (lo stesso giorno di Aldo Moro), viene "scoperto" da gran parte dell'opinione pubblica ed improvvisamente "ricordato" da vecchi e nuovi compagni di diversa provenienza e variegato approdo politico.
Il film presentato al Festival di Venezia 2000, è stato accolto dalla critica e dal pubblico con ben 12 minuti di applausi, ad indicare il profondo coinvolgimento che Marco Tullio Giordana e i suoi attori, ancora sconosciuti sugli schermi, hanno saputo creare in memoria di un uomo e della sua generazione.


Il film ci racconta la rottura di Peppino col padre e la sua attività antimafia; la partecipazione all'onda del Sessantotto nei gruppi della Nuova Sinistra; la conduzione delle lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Punta Raisi. E ancora: l'attività del gruppo "Musica e cultura"; la nascita di "radio Aut", dalla quale denuncia in forma di satira sempre più feroce le attività criminali di Tano Badalamenti (che abita a "cento passi" dalla casa di Peppino); la candidatura da indipendente per Democrazia Proletaria alle elezioni del 1978. Peppino muore tragicamente lo stesso giorno di Aldo Moro, il 9 Maggio del 1978, il giorno prima delle elezioni comunali alle quali si era candidato. Gli elettori di Cinisi votano il suo nome, eleggendolo nel Consiglio comunale.


MarcoTullio Giordana, regista e co-sceneggiatore di questa pellicola, nonostante i fatti e l'ambientazione, non ha però voluto girare un film politico o sulla mafia. Il suo intento è stato quello di fare una panoramica sugli ideali e suo sogni di un gruppo di giovani, che ha voluto guardare avanti e cercare di cambiare un mondo che sembrava irreale per come era falso, ma così reale da lasciare il segno. Al di là della questione giudiziaria ancora aperta sulla sua morte, (che avevano tentato di far passare per suicidio), di Peppino Impastato rimane sicuramente il suo voler cambiare pagina e andare contro gli ideali di gruppo.
 
 
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