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Manzella realizza queste sue
opere usando vecchi fogli di archivi destinati al
macero e da lui salvati, sui quali - come è
stato osservato - costruisce immagini con china
acquerellata, sovrapponendo storia e storie, recuperando
la memoria di eventi trascorsi e le suggestioni
simboliche di codici della contemporaneità,
mettendo a confronto iconografie vecchie e nuove
alle quali affida sogni, speranze, passioni e progetti
di futuro.
Il risultato di queste pratiche è la rappresentazione
di un singolare repertorio che lo apparenta al mondo
arcaico e che documenta un dialogo che nasce dall'arte
e di arte si nutre e che il colore mediterraneo
e tonale visualizza con estrema perizia e versatilità
e dove la creatività, affidata alla patina
temporale di frammenti documentari o tracce sbiadite
di scrittura, si fa segno intricato di pensieri,
storia delle forme e della parola e significativamente
pittura.
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